L'ONDP (Opificio Nomade di Drammaturgia Plateale) - insieme motore e derivazione di TEATRO STABILE DI STRADA® - nasce durante la rete di stanzialità del 2007.
Con l'Opificio Nomade, Marco Gobetti intende mettere in prova recitandoli in spazi aperti e ad accesso libero (in questa accezione è da intendersi il termine "plateale") spettacoli di cui è autore che siano già stati rappresentati in teatro e che siano distribuiti nei normali circuiti o suoi copioni e testi mai recitati; intende così ribadire ed intensificare l'utilizzo di quel principio ormai consolidato del lavoro suo e della sua compagnia, che è la simultaneità fra drammaturgia e momento spettacolare, unita alla centralità dell'attore-autore, dello spazio e del pubblico nell'evoluzione della messa in scena: una drammaturgia mobile e basata sul confronto costante fra attori, spazi e pubblici diversi.
Dunque TEATRO STABILE DI STRADA® continua a prevedere la circuitazione organizzata, stanziale e frazionata degli spettacoli, con repliche in ore e luoghi precisi; ma parallelamente l'attore - negli stessi luoghi in cui recita alla sera o in altri della città in cui si trova - proverà di giorno a riscrivere (recitando, raccontando, leggendo e parlando con gli spettatori) i suoi testi e a plasmare in una forma semplice viva ed elastica altri suoi spettacoli, che potranno così andare ad arricchire la programmazione delle future reti di stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA® e che si arricchiranno, a loro volta, anche in vista di future repliche in teatro.
L'Opificio Nomade di Drammaturgia Plateale si è inizialmente occupato dello spettacolo IN-EC-CESSO - Una bomba per cintura: la sua aggiunta al repertorio del TEATRO STABILE DI STRADA® (la versione stradale di IN-EC-CESSO - costruito in modo plateale, cioè in più piazze e insieme a chi ci è passato - fu replicata per tre sere a Torino, nella Galleria San Federico, da venerdì 30 novembre fino a domenica 2 dicembre 2007, in occasione dell'undicesima stanzialità) ne costituisce proprio il primo risultato.
L'Opificio sarà pure aperto al confronto con altri attori, che potranno proporsi estemporaneamente per interpretare parti del testo in lavorazione (o di qualunque altro testo), e con altri drammaturghi, che potranno leggere o fare leggere propri testi: essenziale da parte degli artisti che vorranno intervenire sarà uno spirito avventuroso, dettato dall'urgenza del dire e dell'agire e dal bisogno di arricchire i propri ed altrui immaginari.
Un altro intento dell'opificio è quello di raccogliere storie dalle persone, storie figlie dell'imprevisto e dell'incontro; storie chieste a chi si ferma, frutto del caso. Per fare questo l'attore - munito di registratore digitale - si fermerà ogni tanto e guarderà gli spettatori e i passanti uno per uno: chiederà storie a chi ricambierà il suo sguardo. Tale azione muove da un'idea di Anna Delfina Arcostanzo, attrice, scrittrice e collaboratrice permanente di TEATRO STABILE DI STRADA®, che così la descrive: Le storie che verranno raccolte o, per meglio dire, deposte nel bacino di raccolta dell’ONDP debbono essere considerate come un obolo, volendo anonimo, donato alla causa di un grande rimpasto di memorie, immagini e fantasie che, proprio in questo modo, muoveranno il loro primo passo sul percorso che va dal personale al collettivo, dall’individuale al condiviso, dall’incomunicabile al partecipato. Proprio per questo tali racconti potranno essere resi in modo del tutto anonimo, poiché non si tratta di un’indagine statistica sull’immaginario di un campione di soggetti, bensì di uno scambio di immagini e memorie tra un attore e un pubblico, determinato e segnato dall’estemporaneità di tale incontro. Al narrante, perciò, verrà soltanto chiesto di specificare luogo, data di nascita e qualsiasi nota o notizia vorrà dare di sé (il registratore digitale salverà ora e data e luogo della registrazione): una sorta di copyright al contrario, che non scolpisce il marchio di una proprietà, ma che testimonia il momento di una partecipazione. Anna Delfina Arcostanzo, che pure parteciperà alla raccolta, si occuperà negli anni a venire - previa sbobinatura delle storie - di una “lettura” delle stesse che, lungi dall'analizzare ambienti, appartenenze o rapporti sociali, tenterà di essere una testimonianza e un nuovo racconto di quell’evento e di quegli immaginari figli dell'imprevisto.
Tutto ciò significa che potrà accadere che l'attore che alla sera reciterà con TEATRO STABILE DI STRADA®, durante il giorno giri per la città, si fermi dove gli pare esponendo un cartello con su scritto “ONDP (Opificio Nomade di Drammaturgia Plateale)” e aspetti che qualcuno si fermi; a chi si ferma potrà raccontare uno spettacolo fatto in teatro, di come l'ha fatto; potrà chiedergli che cosa ne pensa; potrà poi dirgli dell’esigenza di trasformarlo per poterlo fare accadere in strada; della difficoltà di recitare per strada lo spettacolo da solo, visto che in teatro c'erano magari luci musiche o si era in due o tre a recitare; potrà recitargliene un pezzo, trasformare un dialogo in monologo o una scena articolata in un’azione semplice e solitaria; potrà dirgli che in quello stesso luogo alla sera, con TEATRO STABILE DI STRADA®, farà uno spettacolo completo e invitarlo e potrà anche chiedergli una storia registrandola. Ad eventuali attori che si fermeranno potrà chiedere di collaborare recitando o proponendo a lui testi da recitare. Potrà aspettare e basta, in silenzio. Il tutto nella massima libertà di partecipazione o semplice osservazione, da parte di chiunque interverrà. Nel rispetto della libertà di ciascuno. Tutto questo sarà drammaturgia.